Sabato 28 marzo Silvia Dainese di Bla Bla Book mi ha invitata a tenere un workshop sul Selfpublishing perché, quando ho presentato Scintilla Inaspettata da loro lo scorso ottobre, era rimasta incuriosita dal mio percorso verso l’autopubblicazione. Ho risposto con entusiasmo: se qualcuno mi avesse spiegato prima cosa occorre sapere e su cosa occorre riflettere per pubblicare un libro e farlo “girare” gliene sarei stata grata ad aeternum.
Le due ore solo volate grazie a un gruppo di autori/aspiranti tali davvero curiosi che hanno fatto un sacco di domande.
Ho pensato di riportare qui alcune linee guida per poter dare una mano alla luce della mia esperienza negli ultimi due anni. Non è una bibbia immutabile, anzi. Tuttavia credo sia utile per approcciarsi al mondo dell’editoria, non solo del self, in modo più professionale. Se teniamo conto che (dati Istat) almeno il 5,1% della popolazione sopra gli 11 anni (oltre due milioni di persone) ha provato a scrivere un libro, significa che si tratta di un’esigenza parecchio sentita rispetto ad altri tipi di arte/creatività. Forse perché si pensa che ci sia una componente minore di studio (uno non può suonare uno strumento in pubblico senza un minimo di studio, la stessa cosa direi per esporre quadri o sculture) in favore di un innato talento, invece questo è proprio il primo ingrediente per la ricetta del fallimento (a meno che tu non abbia un seguito di persone mooolto affezionate soprattutto grazie ai social tipo Gianluca Gotto).
Per questo l’ideale, prima di scrivere, sarebbe avere un’idea di come strutturare un romanzo, di cosa sia l’arco di trasformazione, della tecnica di scrittura. Per chi è un neofita consiglio per esempio Donna Levin – Scrivere un romanzo. Come creare personaggi e strutturare trame in modo efficace (Dino Audino editore), ma ce ne sono vari (anche il famoso On Writing di Stephen King) che possono fare al caso vostro a seconda del livello di cui avete bisogno.
In Italia si pubblicano oltre 70 mila libri all’anno (oltre ai 15 mila in selfpublishing), ma si legge poco e si guadagna ancora meno
Fatta la doverosa premessa sullo studiare la tecnica, ecco due numeri che da un lato potrebbero scoraggiarvi, dall’altro vi fanno capire che alla fine scrivere un libro potrebbe essere la cosa più semplice. Il “bello” viene dopo ossia far sapere alle persone che avete scritto un romanzo e convincerle a comprarlo.
Nel 2022 in Italia sono stati pubblicati oltre 15 mila titoli in self tra cartaceo e ebook (dati Istat). Non ho informazioni più aggiornate, ma di sicuro sono in aumento.
Nel 2025 se si esclude editoria scolastica e autopubblicazione, sono state ben 70.409 le novità edite in Italia (+1,4%). L’ipertrofia produttiva italiana è un po’ un unicum che dipende dal monopolio della distribuzione che costringe gli editori a pubblicare tanto per coprire i costi di gestione, in un meccanismo che spesso porta al “macero” delle rese.
La percentuale di invenduto dichiarata dagli editori è compresa tra il 26 e il 59% delle copie distribuite, pari complessivamente al 44,9% del totale (42,9% grandi editori, 42,7% medi, 53,8% piccoli, 41,8% micro editori).
Il 30% dei libri pubblicati non vende una copia, o al massimo ne vende una. Tra tutti i libri usciti nel 2022 nemmeno 35 mila hanno raggiunto le 10 copie vendute.
Della distribuzione occorre fare un capitolo a parte, ma sappiate che nella torta del prodotto libro è quella che ci guadagna di più: il 50-60% del prezzo di copertina. Un autore esordiente, di solito, guadagna l’8-10%.
Nel 2025 si sono comprati meno libri (-3%), il segno positivo per ebook e audiolibri compensa solo in parte le perdite. Tre milioni in meno di libri a stampa nei canali trade (librerie, online e grande distribuzione). Se consideriamo anche il digitale, il mercato del libro di varia si attesta così a una flessione dell’1,6%.
Pochi lettori forti
Nel 2024 è pari al 57,1% la quota di persone di 6 anni e più che dichiarano di avere letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi (nel tempo libero, per motivi professionali e/o scolastici o per altri motivi), per un totale di circa 32 milioni di persone. Considerando la lettura di libri nel tempo libero (cioè per motivi non professionali e/o scolastici), i romanzi sono i libri più letti (il 48,1% di lettori predilige gli autori italiani e il 37,0% gli autori stranieri), seguiti da gialli/noir (30,6%) e dai libri di scienze sociali o umane (22,3%).
I giovani leggono di più degli adulti. Soprattutto le femmine sino ai 24 anni il 71% dice di aver letto un libro. Nei maschi è il 58%. Queste percentuali divergono ulteriormente con i maschi che non arrivano al 50% dai 35 anni in su, mentre le donne superano il 60% sino ai 64 anni.
Chi legge da uno a tre libri è circa il 40-50%. Chi legge tra 4 e 6 libri all’anno è meno del 30% calando col crescere dell’età, da 7 a 12 libri all’anno siamo attorno al 15%.
Self publishing o casa editrice?
Di sicuro occorre avere pazienza in entrambe le situazioni: una casa editrice impiega a rispondere a una proposta di manoscritto tra i 6 mesi e l’anno. Alcune non rispondono neanche, altre consentono le candidature solo in determinati periodi dell’anno.
Con il Self, almeno, puoi decidere tu la data di uscita, ma occorre tenere conto che diventi appunto editore di te stesso e quindi devi avere ben presente tutto quello che serve prima e dopo per far diventare il tuo libro un prodotto editoriale. I discorsi sulla qualità artistica, sul perché si scrive, devono passare tutti in secondo piano perché prima di tutto il libro deve essere un prodotto proponibile al mercato, quindi con zero o pochissimi refusi, zero errori grammaticali, un’impaginazione adeguata, una copertina accattivante.
I passaggi per arrivare alla pubblicazione di un lavoro pronto per il mercato sono:
Lettura da parte dei betareader ossia lettori “forti” che apprezzano il genere e danno il loro sincero feedback.
Editing e correzione di bozze Sono due mestieri diversi. L’editor è colui che ti aiuta a esaltare i punti di forza e lavorare su quelli di debolezza del tuo testo. Sulla scelta dell’editor occorre fare attenzione al prezzo (troppo basso indica probabilmente poca esperienza, troppo alto potrebbe non farti rientrare con l’investimento), ma anche alla sensibilità del professionista. Insomma un editor che può andare bene per me non è detto che vada bene per te. Sui social si trovano un sacco di editor freelance, provate a seguirne qualcuno per capire se può fare al caso vostro. Il correttore di bozze è quello che fa il lavoro di pulizia del testo da errori, refusi eccetera.
Grafico per la copertina: è fortemente consigliato non usare l’intelligenza artificiale (i lettori sono molto contrariati e se beccano copertine Ai non apprezzano, un discorso, va detto, che vale soprattutto per le case editrici).
Impaginazione: L’ebook potete provare a farlo voi stessi, con Kindle Create di Amazon esce un prodotto dignitoso, mentre per il cartaceo occorre un esperto che sappia un po’ di regole di come si imposta un impaginato, che elimini le cosiddette vedove, eccetera. Ci sono varie agenzie che fanno questi servizi, a volte lo stesso grafico della copertina può proporvi anche l’impaginazione.
Nel caso delle case editrici i passaggi dall’editing all’impaginazione sono tutti a spese dell’editore. Se vi chiedono soldi per questo non sono case editrici serie. Se vi chiedono un acquisto importante di copie non sono editori seri. Per avere un’idea sul tipo di editore il sito Ultima Pagina è una buona bussola per orientarsi. Consiglio spassionato: è importante, prima di inviare una proposta a un editore per farsi pubblicare il manoscritto, studiare in anticipo gli editori sia alle fiere, sia come fanno promozione, sia come sono distribuiti. Gli editori spesso promettono presenza in libreria, in realtà, a meno che non siano distribuiti con EmmeEffe Libri (Messaggerie)
Un altro modo per arrivare alla pubblicazione è vincere un concorso. Soprattutto per la Poesia: su Concorsi Letterari ne trovate molti. Oppure iniziare a scrivere contributi/racconti per qualche rivista letteraria La Myskin e Simone Lupi pubblicano ogni mese il calendario delle “call”.
La distribuzione: non solo Amazon
Amazon consente di caricare il proprio libro sia in forma di ebook (formato Kindle) sia in forma cartacea per essere reperibili sulla piattaforma di e-commerce.
Su Kdp ci sono parecchie informazioni in cui sono elencati anche i vantaggi per chi cede l’esclusiva ad Amazon (inserimento in Kindle Unlimited, concorso interno, promozioni esclusive), che però resta una piattaforma Usa con un servizio di assistenza inesistente in caso di problemi (gestito da Bot e intelligenza artificiale). Di recente diversi autori di libri a sfondo erotico si sono visti eliminare l’account, altri hanno subito l’aumento indiscriminato dell’iva dal 4 al 22%.
Kdp ti bonifica le royalties (piuttosto alte rispetto alla mediazione della casa editrice) direttamente sul conto corrente a fine mese.
Uno svantaggio di Amazon è che non è ordinabile in libreria (e non ditemi che esiste Amazon Business per i librai, nessuno lo usa). Per avere invece la possibilità di una reperibilità almeno teorica in libreria ci sono altre piattaforme. Ognuna ha caratteristiche e prezzi diversi,alcune offrono servizi aggiuntivi come impaginazione e grafica. Eccole:
StreetLib che ha anche un canale youtube dove potete imparare un po’ di cose. Ha un’assistenza piuttosto rapida in italiano, ma le royalties vengono inviate solo dopo il raggiungimento di una certa cifra.
Marchi che consentono autopubblicazione:
Passione Scrittore (collabora con Mondadori store):
Meno noti sono Susil ed EtaBeta.
Per chi fosse interessato solo all’ebook c’è anche Kobo Writing Life.
Come faccio a farmi conoscere?
La strategia deve partire molto prima della pubblicazione. Iniziate a studiare e a seguire profili affini al vostro “tema”.
Valutate se creare un profilo esclusivo per l’obiettivo perché funziona un certo tipo di comunicazione circoscritta a un determinato argomento. Meglio lavorare su contenuti che possono interessare al di là del libro, ma che siano affini.
Siate personali e creativi nei vostri contenuti. Su Instagram ormai vanno solo reel e caroselli, difficile crescere rapidamente con le visualizzazioni organiche, funziona magari la sponsorizzata con annuncio uscita, sconti eccetera. Su TikTok è più facile avere numeri anche senza follower, ma occorre essere molto presenti.
Prima dell’uscita (uno/due/tre mesi prima) contattate un po’ di blogger/profili per collaborazioni gratuite che siano in linea con il genere del vostro romanzo. Monitorateli e guardate come comunicano. Usate strumenti per fare una piccola analisi sulla resa dei loro post. A volte che abbiano tanti follower non vuol dire nulla. Meglio un profilo di nicchia ma che crea coinvolgimento.
Inviate l’ebook, anche non definitivo, (si chiama copia Arc) e loro lo recensiranno all’uscita. C’è chi chiede la copia cartacea, valutate bene perché spesso alcuni poi spariscono…
Consiglio di seguire @the_reviewer_bookclub su Instagram: sono due ragazze che danno consigli e organizzano blogtour, cover reveal, interviste agli autori.
Ai vostri parenti/amici spiegate che comprare il libro nella prima settimana di vendite è importante (soprattutto su Amazon) perché lo fa salire nelle classifiche. Spiegate anche che è importantissimo lasciare stelline e recensioni su Amazon, se il libro è caricato lì, ma anche sulle varie piattaforme come Goodreads eccetera. Il lettore che non conosce o è indeciso va sicuramente a leggere cosa pensano gli altri lettori di quel romanzo. Le recensioni devono essere sincere: meglio una stellina in meno ma motivata che il nulla.
Tanti best seller nel romance e nel romantasy arrivano dalla piattaforma Wattpad. È un altro modo per farsi conoscere (occorre dedicarci del tempo a interagire) anche se un po’ in caduta, ma è utile soprattutto per avere anche dei Beta Reader. Tra i servizi più apprezzati, di cui faccio parte anche io, c’è quello delle Origini. Si legge minimo un capitolo a settimana del gruppo di cui si fa parte e si commenta la storia in modo onesto dal punto di vista grammaticale, di descrizioni, di dialoghi ecc… io ho fatto il primo giro di correzione di bozze lì sopra.
Substack è la nuova frontiera dei contenuti non mediati da astrusi algoritmi. È la classica newsletter che però ha anche una parte social con condivisione di note eccetera. Pro: consente di unire scrittura, audio, video in un unico contenitore. Contro: se non hai già un po’ di seguito la crescita sarà già abbastanza lenta. Io ci sto provando, ma non parlo del mio romanzo: parlo di editoria in generale.
Utilissimo “fare gruppo”
Per avere altre informazioni utili e consigli c’è il gruppo Facebook Mondo Self Publishing.
Per comunicare con altri scrittori Self o comunque avere un punto di riferimento sulla questione diritti eccetera ci sono due realtà: il Collettivo scrittori uniti è in una fase di cambiamento, ma da anni partecipa alle fiere come collettivo, appunto. Qui il contatto Facebook, qui il sito.
E poi la Fuis che è il sindacato degli scrittori.
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