Non sono una lettrice seriale di fumetti, preferisco i libri, ma quando ho sentito dell’uscita di Toni Bellasalma, edito da Bugs e previsto ogni mese in edicola, non vedevo l’ora di averlo tra le mani.
Chiariamo una cosa: il curatore della collana e sceneggiatore, Luca Blengino, è uno dei miei più cari amici. Ci frequentiamo da più di 30 anni, ma questo non mi impedirà di essere oggettiva, del resto da giornalista che scrive recensioni settimanalmente su spettacoli di teatro o d’opera, so benissimo come separare il giudizio dall’amicizia.
Chi è Toni Bellasalma?
Specialista in situazioni assurde, esperto di stocastica esoterica, Bellasalma abita a Torino, ha l’ufficio nel retro del bar di “Gino l’abusivo” in via Cibrario 38B (andate a vedere cosa c’è davvero con street view), ha uno strano tatuaggio sulla mano destra, beve Bianchetto, che ricorda molto il Biancosarti e, grazie a incredibili calcoli che fa a mente, riesce a risolvere situazioni molto intricate o a prevedere quando smetterà di piovere. Magia? Qualcosa di simile.
Il personaggio è nato in realtà all’interno di una raccolta di racconti che si chiama Halloween Killers uscito nel 2022 (e che grazie a Toni sta di nuovo salendo nelle classifiche Amazon) e il numero 1 è in sostanza l’adattamento a fumetti di quello scritto.
Toni non sembra avere un’età definita anche se, da quello che dice nel primo episodio, ne ha almeno una sessantina e chiaramente in questo numero 1 noi lettori scevri di informazioni ci fidiamo, mentre immagino che impareremo a capire che Toni in realtà le spara grosse. In un’intervista che consiglio a chi vuole saperne di più, Blengino (visto che sono in modalità professionale?) ha detto che in sostanza Toni, quando parla, “ne dice di ogni”, mentre ciò che vediamo sulle tavole è tutto vero. Che sia un abile mistificatore lo si evince anche dalla presentazione sul sito.
Nel numero 1 questa caratteristica si intuisce quando Toni parla di Torino come vertice del triangolo della magia verde con Stoccolma e Buenos Aires e di quella fucsia con Palermo e Kuala Lumpur e capiamo anche che Toni sia del tutto inaffidabile quando non restituisce i soldi a Tecla, cameriera del bar di Gino e in realtà una strega di 88 anni e personaggio secondario che ha stuzzicato in modo particolare l’interesse dei lettori.
Un altro personaggio che iniziamo a conoscere è il vicequestore Peroni, un tizio non proprio sveglissimo che a Toni deve la vita visto che lo ha salvato da un gruppo di cannibali gourmet.
L’episodio 1: Sfida con la morte
In questo primo episodio Toni viene ingaggiato da una vedova accusata di aver fatto secco il marito, a cui sono state strappate le mani. La donna vuole trovare l’assassino per essere scagionata e beccarsi la cospicua eredità.
Toni ricorda che in giro c’è ancora un serial killer che strappa le mani e si appoggia all’amico Peroni per avere accesso a foto e reperti. Arriverà alla soluzione sfidando davvero la morte, in un modo che è impensabile. Una trovata che per me è geniale. Il modo in cui Toni salverà pure se stesso è una dimostrazione notevole di ciò che sa fare.
I disegni di Toni Bellasalma
La copertina è di Riccardo Randazzo con colori di Fabio D’Auria, i disegni di Antonio Di Caprio. Segnalo che esiste una variant con una manica di Toni insanguinata.
Non sono un’esperta di fumetti per cui non posso giudicare i disegni con grande competenza. Ho apprezzato da semplice lettrice la gestione dei momenti splatter trovando comunque una certa pulizia e precisione e soprattutto realismo. Ogni tavola è disegnata con un tratto veramente piacevole, “ordinato”, ma anche ricco nei dettagli. Ho apprezzato molto anche l’uso del nero, molto adeguato per caratterizzare i momenti “bui”.
Trovo che la copertina ci dica già parecchio del personaggio e del suo modo di affrontare la vita: la bottiglia sulla scrivania, il look un po’ trasandato con la barba incolta, gli occhiali da sole anche in ufficio, il sorriso ammiccante al lettore. Proprio questo è un punto di raccordo con l’impostazione che Blengino mi sembra abbia voluto dare: una sorta di io narrante che scopriremo credo anche nei prossimi numeri. Un io narrante che, a giudicare da quello che ho segnalato prima, sarà totalmente inaffidabile. Il racconto delle sue avventure sembra quasi a posteriori: quel “situazioni assurde come quella in cui mi stavo per infilare” che ci dice Toni quando la vedova entra nel suo ufficio, me lo fa sospettare.
Il bello di non prendersi sul serio
Il vero punto di forza di Toni Bellasalma, che emerge fortissimo in questo numero, è l’ironia applicata all’horror. Il nostro protagonista è un cialtrone che beve e si infatua facilmente, che non ha un soldo, probabilmente, ma è anche molto sicuro di sé.
Bellasalma, a partire dal nome che non capisco perché abbia fatto così discutere la comunità dei lettori di fumetti (io lo trovo ottimo da ricordare perché colpisce, detto da una che ha come soprannome Morta, poi), è un fumetto di totale intrattenimento, senza secondi fini. Di Blengino gli affezionati di Bugs avranno sicuramente apprezzato Valery, l’episodio più osannato probabilmente di Samuel Stern, una storia matura, intensa, che indagava sui vuoti dell’anima (qui una bella recensione). Sul mercato francese Blengino è noto per tante serie storiche (io personalmente ho apprezzato molto Le 7 Meraviglie), altra storia che è un gioiellino è La Contorsionista, mentre qui è puro cazzeggio, con tanti momenti non-sense che fanno guadagnare punti al fumetto invece che perderli, un divertissement in pieno “Luca style” (fidatevi di chi lo conosce bene) con il suo linguaggio affilato e similitudini di certo non scontate: “A Torino la buccia della realtà è sottile come una cartina. Basta uno sputo per passarci attraverso”. Una sceneggiatura che ha tratti letterari.
Blengino gioca, inventa (sto ancora ridendo per quante volte si è colpito con un ago Taddeus Larvat prima di lasciarci le penne e come si è ridotto e per il dito medio di uno dei Kappa sulle rive del Po) ed è per questo che consiglio di leggere più volte questo primo numero perché ogni volta emergono dettagli nuovi. Toni è leggero, intrattenimento, ma per comprenderlo sino in fondo, secondo me, serve tempo proprio perché è “ricco”.
Cosa mi è piaciuto di meno
La trasformazione di Toni in una bella donna (non spoilero troppo, spero) è stato un momento piuttosto sorprendente in quanto la prima vera dimostrazione di “magia” legata comunque ai numeri. Mentre nel passaggio finale la stocastica esoterica ha un suo perché, questo invece è più difficile da capire/accettare.
Non riguarda il fumetto, ma tra le cose che mi sono piaciute di meno sono le frasi tranchant, per usare un eufemismo, sui social di chi a priori ha bocciato il progetto senza leggerlo
perché è deluso dagli altri fumetti Bugs;
perché pensa che Toni sia un clone sfigato di Dylan Dog (spoiler: no, no e ancora no) trovando inesistenti connessioni con il titolo fighissimo del secondo numero (in uscita il 30 dicembre) “La botte dei morti viventi“, citazione invece piuttosto evidente del film di Romero;
perché il nome fa schifo;
perché nel 2025 trovare una griglia bonelliana in un fumetto con vibes anni Novanta è un’eresia.
Non pensavo che la comunità dei lettori di fumetti in Italia fosse così polarizzata, ma del resto l’andazzo sui social ha preso questa deriva.
Nell’epoca del tutto e subito, dello scroll compulsivo, un primo numero che non dà subito tutte le risposte, che non presenta subito tutti i personaggi e gioca con il lettore viene percepito come un po’ deludente. Non tutti i delusi dalla prima uscita, rilevo, sono stati così netti e chi non è stato convinto appieno, da quello che ho letto in giro, ha sospeso il giudizio in attesa di altri numeri.
Di certo Bellasalma fa discutere e soprattutto sembra un personaggio che o si odia o si ama.
Per me è un grande sì. Per voi?
Scopri di più da Emanuela Mortari
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Cara Emanuela, sono d’accordo con te. Devo dire da subito che anche io sono un amico del Blengio, ma lo sono diventato nel tempo, prima sono stato un suo collega (sono un disegnatore) e abbiamo lavorato insieme per edizioni inkiostro, sul personaggio della Iena.
Proprio in quell’ambito avevo saggiato il suo tono cazzeggiante nello scrivere e mi ci sono divertito un casino a lavorarci.
Per cui quando ho letto Bellasalma mi sono divertito. Del resto avevo già letto alcune sue opere importanti nel mercato francese, saggiando invece il suo tono serio e la sua perizia nella sceneggiatura più classica, diciamo.
Quindi, ribadisco, concordo con la tua analisi.
E si, i lettori italiani sono molto polarizzati. Il semplice fatto che facciano continui accostamenti a Dylan Dog (completamente fuori luogo) la dice lunga sul loro essere un po’ arroccati su alcuni tipi di fumetti e, abbastanza disabituati, (in primo luogo perché disinteressati) a leggere altro al di fuori di quella sfera. Almeno questa è stata la mia impressione nella mie prime esperienze lavorative in Italia, oramai anche io sono sbarcato sul mercato francese. Detto ciò, mai dare tutto per scontato, spero vivamente di sbagliarmi e vedere in futuro un cambiamento di opinione da molti di quelli che oggi lo criticano.
Un saluto
Claudio
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Ottimo post.
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