Ho lasciato decantare un mesetto il mio stop alla collaborazione, dopo 21 anni senza sosta, con Liguria Business Journal. Un po’ perché c’erano questioni delicate in ballo, per fortuna risolte, un po’ perché nel frattempo mi sono rotta pure il malleolo e appena ho avuto il via libera sono fuggita all’estero per 8 giorni di vacanza (farò un articolo qui sopra sui bei posti visti). Cosiderando che sto anche per iniziare l’esperienza dell’affido famigliare, per un’abitudinaria come me è una rivoluzione enorme e mi sto stupendo di come la sto affrontando bene.
Sento di poter lasciare andare Liguria Business Journal al suo futuro, spero roseo dopo qualche anno di difficoltà, anche se l’effetto è stato simile al taglio del cordone ombelicale, almeno inizialmente.
Non sono mai stata una persona ambiziosa, ma per restare a Bj, come l’abbiamo chiamato sempre noi giornalisti che abbiamo iniziato a lavorarci nel lontano 2005 quando era un mensile cartaceo, credo di aver sacrificato molto sia della mia “carriera” sia dei possibili guadagni. La morte del suo fondatore e ispiratore, Mario Bottaro, mi ha fatto sentire come investita di una missione da compiere: proseguire con la filosofia del giornale che parlava di marketing territoriale quando ancora era una parola sconosciuta facendo approfondimenti che potessero essere utili al tessuto economico e politico genovese ed evidenziare le idee più innovative presenti in Liguria. Un respiro regionale e non provinciale in una regione in cui chi è a Savona non sa cosa succede a Genova. Tutti, nel settore, hanno sempre avuto stima di Bj per la sua autorevolezza e precisione: anche i comunicati stampa ricevuti sono sempre stati rielaborati alla nostra maniera per non essere semplice megafono.
Con il direttore Odoardo Scaletti, con Paola Pedemonte prima ed Elena Bocerani poi, abbiamo realizzato un piccolo miracolo pur così pochi. Un gioiellino che è un unicum nel mondo dell’informazione ligure parlando di temi poco popolari: economia e finanza.
Ho portato il computer a casa. Bj, per fortuna, non è la mia unica entrata: proseguo con Genova24 e tutte le altre collaborazioni ormai storiche come per esempio quella con la Clickutility Team che ha capito la potenza di LinkedIn facendomi creare dei post ricchi di contenuto nell’ambito dei suoi convegni B2B e poi c’è altro che bolle in pentola su un aspetto più social/comunicazione. Ho però molto più tempo libero (che al momento mi sembra buona cosa visto il nuovo impegno famigliare) e quest’estate lo userò per spingere più a fondo sulla promozione dei miei libri, sulla newsletter Postille su Substack (anche qui altro bolle in pentola) e a trovare nuove collaborazioni di qualità in ambito giornalistico da vera freelance che mastica di economia, cronaca, spettacoli, sport. Avevo perso un po’ l’entusiasmo, lo sto ritrovando
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