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  • Furore – John Steinbeck

    Furore – John Steinbeck
    FuroreFurore by John Steinbeck
    My rating: 5 of 5 stars

    L’ho preso in biblioteca e me ne dolgo, perché ho dovuto fotografare alcuni passaggi per poterli rileggere a distanza.
    Tra le migliaia di recensioni cosa posso aggiungere?
    Sono arrivata a Furore dopo La Perla, Uomini e Topi e La Valle dell’Eden. Quest’ultimo resta forse il mio preferito, ma al fotofinish.
    Qui abbiamo una forte critica sociale, attraverso l’odissea della famiglia contadina dei Joad alla ricerca di lavoro in California con un furgone scassato attraverso la Route 66, attirati, come decine di migliaia di persone, da una propaganda che si rivelerà fasulla. Del resto che possono fare? Le banche hanno deciso che i loro terreni in Oklahoma vanno spianati e lo fanno attraverso le trattrici, guidate da uomini che o eseguono o non mangiano. La colpa è comunque sempre di qualcun altro, non conviene ribellarsi visto che non ci si sente responsabili.
    Sembra scritto oggi.
    La migrazione economica è sempre esistita e ovunque i migranti vengono visti con timore e trattati nel modo peggiore possibile. Anche i Joad, che sono persone per bene e vogliono solo lavorare, dovranno affrontare pregiudizi e mille difficoltà. Gli Okies, come vengono chiamati i migranti, per i californiani sono “bestie”. E l’opinione che ne hanno è questa: “Forse sarebbero anche loro come noi, se conoscessero qualcosa di meglio, ma non hanno idea che possa esistere qualcosa di meglio di quello che hanno; è per questo che si adattano a tutto”.

    C’è una critica feroce del capitalismo, con i grandi proprietari che preferiscono lasciare i terreni incolti o la frutta marcire sugli alberi perché non conveniente, c’è l’evidenza delle difficoltà delle lotte sindacali, perché se qualcuno cede alla fine vince il padrone e come si fa quando c’è un esercito di disperati che accetta di lavorare per pochi spiccioli? Si preferisce comprare il necessario invece che produrlo. I soldi vengono spesi in armi per scacciare questi intrusi, perché “Credete di essere in casa vostra?, Ma guarda un po’, si credono padroni loro, questi Okies, sgombrate subito! E l’agente calpesta i verdi sprocchetti di carota e l’ortica non tarda a riprendere il sopravvento”.

    C’è la dimostrazione che la collaborazione collettiva funziona (il campeggio governativo) se tutti svolgono bene il loro compito e ovviamente la situazione è mal vista da chi invece deve tenere i lavoratori nella massima disperazione possibile per poterli sfruttare.

    “E le banche e le società si scavano la fossa con le proprie mani, ma non lo sanno. I campi sono fecondi e sulle strade circola l’umanità affamata. I granai sono pieni, e i bimbi dei poveri crescono rachitici e pieni di pustole. Le grandi società non sanno che la linea di demarcazione tra fame e furore è sottile come un capello. E il denaro che potrebbe andare in salari va in gas, in esplosivi, in fucili, in spie, in polizia e in liste nere”

    Ci sono capitoli più di scenario complessivo, che poi viviamo subito dopo attraverso le vicende capitate alla famiglia Joad. Si tratta di un romanzo che spiazza anche nel modo in cui fa entrare/uscire i personaggi. Si parte con il ritorno di Tom Joad dalla prigione, ma Tom non sarà strettamente il protagonista. Di alcuni personaggi, figure meno importanti della famiglia, non sapremo veramente nulla una volta usciti di scena. Altri restano indimenticabili, a partire dalla mamma, che è il vero collante di tutto e prende decisioni con grande polso.

    Il finale non risolve, ma è perfetto così. Da un lato è straziante, dall’altro è una sorta di messaggio di speranza, con un immancabile riferimento biblico.

  • La casa dei silenzi – Donato Carrisi

    La casa dei silenzi – Donato Carrisi
    La casa dei silenziLa casa dei silenzi by Donato Carrisi
    My rating: 3 of 5 stars

    2.5 stelle
    Carrisi ha il problema che non riesce (o forse non può) chiudere una saga.
    L’altro problema (mio) è che la componente sovrannaturale sembra crescere di opera in opera e questo non mi piace.
    Ultimo: l’evoluzione di Carrisi verso qualcosa che non è il thriller non so ancora giudicarla in modo distaccato.
    Apprezzo sempre molto la sua scrittura, la sua capacità di farti girare le pagine, ma è inevitabile: credo sia un po’ stanco di dover produrre un libro all’anno. Il resto dei pensieri me li tengo per evitarvi spoiler. Qualcosa di più lo trovate (occultato) sul mio profilo Goodreads. Questa è la trama, un po’ un inganno bisogna dire: “Mi chiamo Pietro Gerber ma qui a Firenze, dove vivo da quando sono nato, tutti mi conoscono come l’addormentatore di bambini. Sono un ipnotista, come lo era mio padre, e con l’ipnosi aiuto i bambini a elaborare traumi e a superare paure e fobie. Non sembrerebbe, ma il mio è un mestiere pericoloso. Perché la mente dei bambini è un labirinto ed è facile smarrirsi e non riuscire più a tornare. Forse è proprio questo che sta succedendo a Matias. Ha nove anni e da tempo ha un sogno ricorrente. Da troppo tempo. Ormai Matias ha paura di addormentarsi, perché in sogno gli fa visita qualcuno che non dovrebbe esistere. Una donna dall’aria triste e vestita sempre di scuro e che non parla mai. La signora silenziosa abita i suoi sogni come uno spettro, come una presenza inquietante che tracima nella realtà. Non dovrebbe essere nient’altro che un sogno, ma allora… Allora perché sento che la signora silenziosa è reale? Allora perché sento nel silenzio il ronzio di un immenso sciame di insetti? Allora perché sento che perfino la mia casa, vuota e solitaria, è infestata da fantasmi? E se la storia della signora silenziosa fosse ancora tutta da scrivere… Come la mia? Mi chiamo Pietro Gerber, sono l’addormentatore di bambini, e di colpo ho paura di dormire. E ho ancora più paura di stare sveglio.”
  • Scintilla Inaspettata – Capitolo 4: La data di uscita

    Scintilla Inaspettata – Capitolo 4: La data di uscita

    Non vi aggiorno da un po’ qui sopra, anche se su Instagram ho dato vita a un calendario dell’avvento tutto dedicato a Scintilla Inaspettata, un divertissement che mi ha creato qualche grattacapo a livello creativo, ma alla fine è stato un esperimento molto divertente perché mi ha consentito di postare tutti i giorni dall’1 al 25 dicembre.

    C’è un motivo ben preciso per cui non avete avuto notizie di me.

    Ho ricevuto l’editing di Beatrice Radi da qualche mese, ormai.

    nyx.g.nocturne a dicembre mi ha consegnato la sua proposta di copertina e mi è piaciuta subito molto.

    Abbiamo fatto solo qualche lieve modifica, perché sia i colori (diversi da quelli su cui ci eravamo accordate), sia il progetto generale dell’immagine mi hanno conquistata!

    Non ho ancora iniziato a lavorare sull’editing. Perché? Non ho tempo! E stavo andando in burnout.

    La mia vita, non è un mistero, è piena di lavoro (il giornalismo) pure serale poiché mi occupo anche di partite di Serie A e B e recensioni teatrali per genova24.it.

    Di giorno l’altra testata con cui collaboro, Liguria Business Journal, richiede impegno quasi costante.

    Inoltre faccio anche la volontaria in una comunità per minori un pomeriggio a settimana (di solito nel weekend). Nel tempo libero leggo e passo del tempo insieme a mio marito e soprattutto d’autunno sono impegnata con la preparazione di conserve e marmellate. Insomma, un disastro per il side project.

    In questi mesi sto anche portando a termine “Connessione 2”, come chiamo provvisoriamente il secondo episodio con Gloria Ferrari e i suoi amici protagonisti.

    Ho un impegno nei confronti dei lettori su Wattpad che attendono un capitolo ogni due settimane e come potete immaginare il poco tempo libero lo dedico a questo. In questo periodo, per quanto riguarda la scrittura, non riesco a essere multitasking.

    Per fortuna non mancano troppi capitoli prima dell’epilogo.

    Inizialmente avevo pensato di uscire con Scintilla Inaspettata a fine 2024, ma tutti mi avevano detto che dicembre non è un buon mese.

    Così avevo ipotizzato febbraio, visto che Connessione a rischio era uscito proprio a fine febbraio 2021. E poi febbraio è il mese degli innamorati, no?

    Invece non ce la farò e riflettendoci è anche meglio perché c’è un mese che per scintilla inaspettata è ancora più importante. Forse è proprio nel suo destino

    Ho iniziato a scrivere Scintilla inaspettata a maggio 2020 perché avevo bisogno di leggerezza in un momento difficile per tutta l’umanità. L’ho finito a maggio 2021, esattamente un anno dopo e l’epilogo l’ho pubblicato il giorno

    del mio compleanno: l’11 maggio.

    Se non sono segnali questi…

  • La valle dell’Eden – John Steinbeck

    La valle dell’Eden – John Steinbeck
    La Valle dell'EdenLa Valle dell’Eden by John Steinbeck
    My rating: 5 of 5 stars

    Tu puoi. Timshel.
    Se dovessi riassumere in una frase questo romanzo grandioso userei solo queste parole, fatte dire, non a caso, da uno dei personaggi secondari più interessanti e profondi che io abbia incontrato nella mia “carriera” da lettrice, il domestico tuttofare cinese Lee, a cui spettano, insieme a un altro personaggio eccezionale, Samuel Hamilton, poliedrico inventore e vero collante della sua famiglia, le maggiori riflessioni filosofiche sull’uomo e il libero arbitrio di questo romanzo indimenticabile.

    Un romanzo di grande respiro visto che abbraccia tre generazioni e fa intuire i cambiamenti in atto negli Stati Uniti tra progresso tecnologico e le brutture della Prima Guerra Mondiale. La narrazione si concentra principalmente su due famiglie: gli Hamilton, ricchi di ingegno, ma poveri e i Trask, diventati ricchissimi non si sa bene se per un furto o altro, ma che di quei soldi non sanno bene che farsene.

    I riferimenti biblici sono molteplici: la storia di Caino e Abele viene riproposta sia all’inizio, nel rapporto tra Adam Trask e il fratello Charles, sia più avanti, in modo ancora più marcato, nel rapporto tra i gemelli figli di Adam (view spoiler) e della cattivissima Cathy, altro personaggio indimenticabile per l’ostinata malvagità che la caratterizza.

    Gli altri temi enormi sono la ricerca di sé, la ricerca dell’amore altrui anche attraverso strade tortuose e poco comprensibili e il fatto che il vulnus della colpa dei genitori non deve essere giustificazione per le proprie cattiverie.

    Non fatevi intimorire dalla mole, io ci ho messo un po’ a finirlo perché volevo gustarmi ogni parola, ma la prosa è davvero scorrevole narrata con la tecnica del narratore onnisciente.

  • Resolution – Irvine Welsh

    Resolution – Irvine Welsh
    Resolution (Ray Lennox, #3)Resolution by Irvine Welsh
    My rating: 4 of 5 stars

    È sempre un piacere tornare a leggere Irvine Welsh. Qui siamo alla resa dei conti emotiva e “concreta” per Ray Lennox. Lo troviamo ripulito nella sua nuova vita a Brighton: niente alcol, niente coca, con una nuova ragazza ben più giovane e attento alla forma fisica. Un incontro inaspettato lo riporta però al famoso tunnel da cui non è mai uscito metaforicamente parlando.
    Ecco allora che Ray piomba di nuovo in quell’inferno, che lo trascina di nuovo a fondo. Anzi, forse di più perché la questione riguarda anche la sua famiglia. Avrà a che fare con l’uomo che tutti apprezzano e che in realtà lui riconosce come uno dei tre membri del gruppo del tunnel. È lui o non è lui? Ecco allora che Ray ritorna in modalità sbirro, anche se non ha più l’autorità per fare certi tipi di ricerche. Così prova a cercare sponde inattese agendo però in preda al sospetto che chi gli è più vicino in realtà voglia tradirlo o lo abbia già tradito.
    Adoro come nei libri di Welsh per sua attitudine, si usino le maiuscole, corsivi, grafiche, ci siano pov misteriosi che a poco a poco si svelino.
    Qui arriviamo a una resa dei conti da film, con tanti, tantissimi (forse troppi) colpi di scena che riguardano persone che hanno fatto parte in qualche modo della vita di Ray, ma anche la stessa città di Brighton, davvero in balia di una certa spietata malavita collegata a casi di sparizioni di bambini. Non sai mai cosa aspettarti dai finali dei libri di Welsh. L’incertezza è praticamente fino all’ultimo e aiuti arrivano da personaggi insperati. Sono rimasta comunque soddisfatta anche se mi domando se questa sarà davvero l’ultima avventura di Ray.
    Purtroppo nella versione italiana non ci possiamo godere alcune finezze sulla pronuncia di alcune parole-chiave che riguardano proprio uno degli uomini del tunnel.

  • Il silenzio è d’oro, ma a volte bisogna parlare

    Il silenzio è d’oro, ma a volte bisogna parlare

    Facendo gli auguri a un neodiciottenne la settimana scorsa, tra le prime cose che gli ho detto c’era anche: «Ehi, puoi andare a votare per le regionali!». In Liguria si rinnova il consiglio dopo i fatti giudiziari che hanno portato alle dimissioni del presidente Giovanni Toti.
    «Non ci vado a votare» è stata la sua risposta. «Non mi interessa. E poi dovrei informarmi».

    Nelle parole di quel ragazzo c’è tutto il fallimento della politica di oggi. Un fallimento a cascata che coinvolge la nostra società, dalla famiglia alla scuola.

    In queste settimane di campagna elettorale le redazioni giornalistiche sono state sommerse da una quantità spropositata di comunicati stampa (da entrambe le parti, sia chiaro), alcuni praticamente identici, che prendevano di mira l’avversario politico e sfociavano in un imbarazzante botta e risposta a distanza dai toni che non erano certo di dialettica politica, ma un becero tentativo di screditare “l’altro”. A chi interessa questa roba? Ve lo dico da amica: a nessuno se non alle claque già convinte del proprio voto che si esaltano con poco. La comunicazione politica, oggi, è rivolta a chi già mastica questa roba tutti i giorni. In sostanza il linguaggio da social, quello da boomer incattiviti per capirci, è stato trasferito nelle comunicazioni ufficiali di esponenti e gruppi politici in una corsa estenuante (per chi ci lavora) a chi ha l’ultima parola.

    Non è così che si convincono gli indecisi. Non è così che si inverte l’astensionismo, ma in una società in cui conta solo l’io, l’individuo, e in cui ormai si pensa che “i politici sono tutti uguali” e che non si possa cambiare nulla con il proprio voto, servirebbe ben altro: giganti nella visione e nella retorica, che non pensino prima alle alleanze che lo sono solo sulla carta e poi a tutto il resto.

    Per il cittadino comune la parola “fare politica” è diventata sinonimo di qualcosa di sporco. «No, non parlo di politica». «Non mi interesso di politica». «Io non faccio politica, eh». Invece ogni nostra azione è un atto politico. Persino l’astensionismo lo è: l’atto politico più preoccupante per tutta la nostra società, ossia il disinteresse totale. Stiamo comunque troppo bene per pensare che le cose possano cambiare in molto peggio e chi sta male e fatica perché ormai è ai margini della società è talmente disilluso che non riesce più a pensare che qualcuno possa davvero rappresentare un’alternativa all’andazzo generale.

    Per tornare ai giovani credo che chi si appassiona all’attivismo lo faccia ormai al di fuori dei partiti e dei sindacati, ma tutto questo non si traduce in voti probabilmente. Sarò curiosa di vedere le statistiche sull’affluenza per età.

    Ma come si fa ad appassionarsi a qualcosa che ormai sembra essere al di sopra di ciò che il cittadino tocca quotidianamente? Con leggi scritte in modo astruso e incomprensibile anche per un laureato, dove in un’unico documento vengono racchiuse le tematiche più diverse da far passare tutte insieme? Dove le dichiarazioni spesso cambiano a seconda del contesto, delle alleanze e del pubblico che il politico di turno si trova davanti?

    E anche sulle battaglie andrebbe fatta una riflessione (qui mi rivolgo soprattutto al centrosinistra).
    Perché i diritti civili senza diritti sociali restano diritti individuali diceva Willie Peyote. Come dargli torto?

    In una situazione come questa basta che le “truppe” si muovano al minimo indispensabile (vedi Imperia dove comunque c’è stato un crollo del voto) per orientare i risultati.

    Infine una riflessione: in quest’epoca iperconnessa hanno ancora senso le regole che vietano agli enti pubblici di citare il nome e cognome dei vari assessori e dei sindaci quando ognuno ha il suo addetto stampa che manda da indirizzi privati la bella dichiarazione collegata a impegni istituzionali? E il silenzio elettorale? I candidati si sono organizzati via WhatsApp. C’è chi è meno invasivo e chi invece paventa, in base forse a exit poll che in teoria non dovrebbero essere comunicati a urne aperte, orde di elettori della parte avversa alle urne (il candidato è di centrodestra) e invita a diffondere ai propri contatti il messaggio per farli correre a votare.

    • Questo post è stato pubblicato un minuto dopo la chiusura delle urne

     

  • La Fattoria dei Serpenti di Claudio Trezzani

    La Fattoria dei Serpenti di Claudio Trezzani
    La fattoria dei serpenti (Italian Edition)La fattoria dei serpenti by Claudio Trezzani
    My rating: 4 of 5 stars

    3.5
    Un serpente molto velenoso è il responsabile della morte di un pezzo grosso della società petrolifera JJJ Oil: Roger Jones. L’apparenza, però, inganna e il mocassino d’acqua sarà quello che ha meno responsabilità di tutti in questa vicenda.

    A indagare su una morte che fa oggettivamente rumore è la squadra investigativa della polizia di New Braunfels, Texas, formata dal consulente speciale Cody Myers, dal detective Ward Bayliss e dal capo della scientifica Veronica Raye.

    Non sarà l’unico grattacapo: sette anni dopo gli omicidi del “Mostro del River Walk” ecco il serial killer che torna a colpire. Ciò che per Cody Myers era rimasto in sospeso ora è di nuovo una minaccia tangibile.

    La storia non è il classico giallo o il classico thriller. Intanto ci sono due indagini parallele: quella sulla morte di Roger Jones e quella sul Mostro del River Walk.
    Non posso spoilerare molto, ma il coinvolgimento nel primo caso riguarderà organizzazioni internazionali legate a determinati paesi, affari loschi del governo Usa (quindi si va pure sullo spionaggio) ma anche più ordinarie questioni sentimentali e lo sfondo non sarà solo il Texas.

    Il vero filo rosso che collega tutti i personaggi è la musica, country soprattutto, ma non solo. In fondo al libro troverete una playlist di Spotify che l’autore, Claudio Trezzani, ha creato. Nel romanzo emerge forte la passione per la musica del suo competente autore (che gestisce rubriche ad hoc, andate a curiosare sul suo profilo). Claudio si è anche preso la libertà di far comparire in un cameo colui che vedete in foto.

    Consiglio la storia a chi ama gli intrighi su più livelli e a chi vuole scoprire un’ambientazione diversa dal solito.
    Lo stile è scorrevole e adeguato rispetto allo scenario nordamericano.

  • Scintilla Inaspettata – Capitolo 3: La scelta del grafico

    Scintilla Inaspettata – Capitolo 3: La scelta del grafico

    Sono in un ritardo clamoroso rispetto alla tabella di marcia nella mia testa. Questo aggiornamento doveva uscire almeno tre settimane fa, ma sono stata sovrastata da lavoro, salse/marmellate da preparare (l’autunno, grazie al cambiamento climatico, è il periodo più intenso, con le coltivazioni che ormai sono in piena produzione) ogni sera per circa un mese, Connessione 2 da scrivere, letture da fare (dovrei anche aggiornarvi sul fatto che il 12 ottobre ho presentato Iridescente di Andelon Curse a Camogli e il 27 ottobre alle 16 sarò la padrona di casa ai Giardini Luzzati di Genova per Chemical Hearts di Ribes Halley).

    Un libro si giudica dalla copertina

    Nell’epoca dei social avere una bella copertina fa una differenza enorme. è innegabile, inoltre, che quando andiamo in libreria siamo inevitabilmente attirati dalle copertine che incontrano il nostro gusto nel caso l’autore sia a noi ignoto (per un nome affermato questo problema non si pone, ma non è il mio caso). Ho scartato a priori delle case editrici perché non investono nel grafico e nelle copertine.

    Alcuni editori, per risparmiare, stanno puntando sull’intelligenza artificiale come grafico. Cari, Le copertine fatte solo dall’i.a. sono oggettivamente brutte nel 99% dei casi. qualcuno doveva dirvelo. Comunque non ho mai preso in considerazione l’opzione anche per sostenere la creatività e il lavoro dell’uomo, su cui, tra l’altro, si basa l’i.a.

    Chi scegliere?

    Ad agosto è arrivato il momento di scegliere il grafico per fare le cose con calma e, come per l’editor, ero parecchio indecisa. Inizialmente mi sono rivolta a Mila and the pencils, ma con molta onestà mi ha detto che ha deciso di concentrare la sua attività principalmente sulle illustrazioni per bambini, tenendo le copertine romance solo per la collaborazione con un editore, Always.

    Ho la fortuna di avere tra i migliori amici una persona che lavora in ambito fumettistico: Luca Blengino è una delle poche persone in italia che vive di scrittura. Scrive soggetto e sceneggiatura di fumetti, libri per bambini, videogiochi eccetera eccetera. Chi meglio di lui poteva darmi un consiglio sull’argomento e suggerirmi un nome? Ad agosto, cascasse il mondo, ci si vede a Frabosa Soprana (Cn), dove ci siamo conosciuti.

    Lui ha pure letto Scintilla in anteprima (e lo ha apprezzato) per cui sa tutto.

    La soluzione sotto gli occhi

    Gli ho mostrato la copertina di Scintilla Inaspettata su Wattpad (rivelandogli involontariamente anche il mio nickname, arghhhh) dicendogli che l’avrei voluta simile. Anche a lui piaceva molto soprattutto la scelta di giocare sui figurini con le ombre in modo da dare la possibilità al lettore di immaginare i suoi protagonisti.

    Così ho contattato l’autrice: Giada, alias nyx.g.nocturne e lei era entusiasta di darmi una mano, di nuovo.

    Domenica 29 settembre ci siamo accordate per una call e abbiamo discusso in brainstorming di quello che mi piacerebbe venisse inserito nella copertina. Nessuna modifica trascendentale: i figurini rispecchieranno meglio Samuel e Agnese. Lui non sarà in giacca e cravatta (e neanche nudo come state pensando, malandrini!). Cambieremo il font del titolo, il corsivo non lo trovo adattissimo a un libro e con tutta probabilità l’aereo resterà, ma non nella posizione attuale. I colori resteranno caldi, ma neanche esageratamente pastellati.

    Ci sarà anche un separatore, semplice.

    Non vedo l’ora di vedere le sue proposte.

  • La fine di tutto – Katie Mack

    La fine di tutto – Katie Mack
    La fine di tutto: I cinque modi in cui l'universo può finireLa fine di tutto: I cinque modi in cui l’universo può finire by Katie Mack
    My rating: 4 of 5 stars

    Sappiamo come finirà la Terra, ma come finirà l’Universo?

    È una domanda enorme per la mia piccola mente, che la associa alla filosofia speculativa. In realtà ci sono dei fisici (astrofisici) specializzati in cosmologia che stanno cercando davvero di capire come potrebbe succedere grazie all’esperienza dell’osservazione del cielo (che ci ha fatto capire che l’universo è in espansione), ad alcune teorie diventate capisaldi della fisica (relatività generale eccetera), alle ultime prove empiriche nel campo della fisica delle particelle (la scoperta del bosone di Higgs).

    Katie Mack è una di questi e dopo una rapida infarinatura sull’origine dell’universo, ci presenta cinque ipotesi:
    1 – Il big crunch (la gravità a un certo punto farà invertire l’espansione dell’Universo)
    2 – La morte termica (che non è morte per calore, ma per dissolvenza quando ogni cosa sarà troppo distante dalle altre a causa dell’entropia)
    3 – ll big rip (un bello strappo con un ruolo importante dell’energia oscura)
    4- Il decadimento del vuoto (ossia la caduta dal vuoto attuale verso il vuoto vero)
    5 – Il rimbalzo (una sorta di contrazione verso una specie di nuovo Big Bang per poi ripartire).

    La numero 4, a quanto spiegato, potrebbe accadere in qualsiasi momento, ma non ce ne accorgeremmo neanche.

    È un titolo facile da leggere? Sì e no. Io ho una scarsissima preparazione scientifica ma me lo sono comunque goduto senza soffermarmi troppo su ciò che non riuscivo a capire appieno.

    Il libro è scritto bene, scorre per quanto possibile, ci sono anche delle battute che fanno sorridere. È chiaro che non vola via come un romanzo.

    Ne sono uscita arricchita e ammirata dal fatto che comunque potrebbe esserci un tipo di fisica che ancora non abbiamo scoperto e che potrebbe mettere tutto in discussione e dal fatto che per capire l’infinitamente grande occorre conoscere l’infinitamente piccolo.

    Nei prossimi anni l’evoluzione tecnologica dei telescopi potrebbe comunque aiutare a elaborare teorie più precise. L’ultimo capitolo è quello più filosofico di tutti con la riflessione che nulla potrebbe sopravvivere alla fine dell’universo.

    Su Amazon avevo trovato recensioni contrastanti perché nella prima edizione, credo, non si vedevano i grafici previsti. In quella in mio possesso invece era tutto a posto.

  • Scintilla Inaspettata – Capitolo 2: Revisioni

    Scintilla Inaspettata – Capitolo 2: Revisioni

    Scintilla Inaspettata è stato facile da scrivere. Avevo lasciato sedimentare le idee per un tempo sufficiente a mettere un seme nella mia testa che è germogliato senza bisogno di ulteriori stimoli. Ha dato buoni frutti.

    L’ispirazione non è mai mancata durante tutto l’anno in cui ogni settimana ho dato vita a un capitolo. Ho persino scritto diversi passaggi sul telefono durante i miei viaggi in treno.

    La sfida di pubblicare un capitolo a settimana su Wattpad è stata vinta, anche se verso la fine ero davvero esausta. Del resto la scrittura creativa non è il mio lavoro e quindi posso dedicarle solo ritagli di tempo e tenendo conto che io lavoro anche nel weekend e a volte di sera, non è che ho molto margine. In effetti, dopo la prima stesura, sono dovuta tornare indietro per non rendere la parte finale del romanzo troppo affrettata. Ho aggiunto un capitolo (oddio, adesso non ricordo bene se uno o due).

    Cinque revisioni

    Le revisioni, alla fine, sono state ben cinque! E solo in quest’ultima, appena terminata, posso dirmi soddisfatta di consegnare un testo dignitoso alla mia editor Beatrice Radi. Avrei potuto fare di meglio, ne sono consapevole, ma va bene così.

    Per le prime modifiche devo ringraziare Wattpad: ho avuto i primi riscontri da lettori che si sono dimostrati ottimi beta reader. Così ho iniziato a sistemare quella che era la prima bozza uscita dalla mia testa.

    I servizi come Le Origini e alcune recensioni di persone fidate mi hanno dato una grande mano. Wattpad non è tutta “spazzatura”, sappiatelo. Mi sgolerò a raccontarlo a chi liquida la piattaforma solo come una fucina di storie con la “Hope” di turno (qualche anno fa) e dark romance (quello che ora va per la maggiore). Presto vi farò un articolo con tutte le storie che secondo me meriterebbero molto, molto di più.

    Grazie ai commenti di questi beta reader ho potuto capire se la storia funzionava, ma anche sistemare la punteggiatura e ridurre le ripetizioni.

    Qualcuno (grazie Elyza Haynes) mi ha fatto notare l’eccesso di alternanza di pov anche a distanza di una sola frase: una certa schizofrenia in alcuni capitoli non faceva bene a far capire al volo su che spalla stesse la telecamera (un modo di dire per spiegare che Scintilla Inaspettata è raccontato in terza persona a focalizzazione variabile).

    La seconda e la terza revisione sono collegate a tutte le osservazioni ricevute dai lettori che ho ritenuto utili nell’economia della storia.

    Durante la quarta correzione ho provato a separare i pov in modo più netto all’interno dello stesso capitolo, anche se avevo cercato di eliminare il più possibile i fraintendimenti. Poi ho sposato i criteri della scrittura immersiva togliendo verbi ed espressioni che allontanano il lettore dal personaggio: tipo i verbi sentire, vedere, percepire, notare e così via (non tutti, eh). Su questo aspetto i video di Clarissaquestionedilibri sono stati utili.

    Ho impiegato poco più di un mese (agosto e inizio settembre) a rivedere tutto per la quinta volta dopo la decisione di affidare il testo a un editor. Per non andare in burnout ho dovuto interrompere momentaneamente la stesura di Connessione 2, che è più o meno a due terzi del suo cammino.

    Mi sono accorta che i pov non erano mica così netti nella separazione! Li ho ridotti a due, massimo tre nello stesso capitolo, sacrificando qualche sfumatura soprattutto nei personaggi minori.

    Ho aggiunto ancora qualche momento introspettivo nelle fasi-chiave del romanzo e corretto gli ultimi refusi.

    Martedì 10 settembre ho così consegnato il testo revisionato a Beatrice, con già le modifiche che mi aveva suggerito nella prova di editing che aveva fatto e con cui mi aveva convinta.

    Adesso la palla è nelle sue mani e non vedo l’ora di ricevere il testo con i suoi consigli.

    Nel frattempo ho preso contatti per la copertina, ma di questo vi racconterò nel prossimo capitolo.