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  • Wattpad, siamo alla fine dell’epoca d’oro?

    Wattpad, siamo alla fine dell’epoca d’oro?

    Quando il 21 maggio Wattpad ha annunciato l’edizione 2024 dei premi Wattys escludendo l’italiano (oltre che tedesco, francese, turco, portoghese e un’altra lingua che al momento non ricordo), ho avuto la certezza che l’epoca d’oro della piattaforma di scrittura è terminata. Da utente, sia come scrittrice sia come lettrice, ne sono davvero dispiaciuta, ma i segnali erano presenti da mesi.
    Per farvi capire cos’è Wattpad vi basti che Naver Corporation, colosso coreano del webtoon (e non solo), ne aveva formalizzato l’acquisizione il 10 maggio 2021 dopo l’annuncio a gennaio 2020, per la cifra da capogiro di 600 milioni di dollari. L’effetto si era visto anche sulle azioni della compagnia, che a partire dal 2020 hanno incrementato parecchio il loro valore, per poi intraprendere un’inesorabile discesa.

    Naver in Corea del Sud è un tale colosso da sostituire Google come motore di ricerca e l’acquisizione della piattaforma arancione annunciata in pompa magna qui, in cui si diceva che Wattpad “avrebbe aumentato il suo team di quasi il 50% nel 2021, aggiungendo quasi 100 nuovi ruoli in ingegneria, marketing, contenuti e altre parti dell’azienda per continuare a realizzare la sua visione di intrattenere e connettere il mondo attraverso le storie”, apriva possibilità inimmaginabili per gli scrittori sulla piattaforma: la possibilità di essere scelti per la pubblicazione di libri, fumetti, trasformazione delle storie in screenplay per cinema o serie tv.

    Flashback: Wattpad è nato dall’idea di Allen Lau e Ivan Yuen in Canada nel 2006 ed è una piattaforma gratuita disponibile sia sul web sia via app, di condivisione di contenuti scritti (le storie) caricati dagli stessi utenti. Possono essere racconti, romanzi, fanfiction, poesie, one-shot (un unico capitolo). Oggi è senza dubbio la principale piattaforma online di scrittura: una comunità globale di 94 milioni di persone, tra cui cinque milioni di scrittori, che hanno caricato più di un miliardo di capitoli sulla piattaforma. Il fatto che Wattpad sia stato strutturato all’inizio come un social network ne ha decretato il successo: i lettori possono commentare le storie riga per riga, instaurando un rapporto con gli scrittori che è davvero unico. Tutto questo spiega perché una fanbase nata su Wattpad sia così solida anche quando gli autori fanno il salto al di fuori e sono pubblicati da case editrici. In Italia il caso del Fabbricante di Lacrime è stato emblematico: un successo clamoroso nato proprio sulla piattaforma, poi autopubblicato da Erin Doom e adocchiato da Magazzini Salani.
    Le storie che piacciono a milioni di utenti fanno gola e Wattpad in questi anni ha aperto una divisione Studios che è, per chi viene selezionato, una sorta di agenzia di rappresentanza nei confronti dei partner nei vari Stati.
    Gli editori fiutano il business, anche quelli italiani: Sperling & Kupfer stipula una partnership e sono diverse le “Storie Wattpad”, così recita il marchio in copertina, uscite per la casa editrice.
    Con l’acquisizione di Naver nasce Wattpad Webtoon Studios che produce essa stessa opere tratte dalla piattaforma, mentre nel mercato inglese (in italiano non ha preso piede) vengono proposti i Wattpad Originals, ossia storie leggibili solo a pagamento.

    Sembra che vada tutto bene, ma da diverso tempo Wattpad sta depauperando la piattaforma e vi spiegherò a breve perché.
    Inoltre, c’è da dire che il successo di Wattpad nei vari paesi si basa sul volontariato. I cosiddetti Ambassador, ossia coloro che si occupano delle segnalazioni di storie che non rispettano le linee guida, che rispondono alle domande degli utenti, che animano la piattaforma con i concorsi, gli elenchi di lettura e che appunto gestivano i rapporti con i partner, sono tutti volontari. Una fonte interna ormai uscita da un po’ dagli Ambassador mi ha spiegato che a essere pagati erano solo coloro che leggevano le storie per decretare i vincitori dei premi Wattys, i premi ufficiali della piattaforma.

    Oggi la limitazione dei Wattys alle storie scritte in inglese, filippino e spagnolo taglia praticamente fuori mezza Europa dalla possibilità di competere nell’unico concorso ufficiale. Si tratta di un segnale che ha gettato nello scoramento centinaia di migliaia di scrittori e che fa sospettare che le cose, per Wattpad e Naver, non stiano andando così bene. Oppure, ancora, che il mercato su cui puntare davvero per loro sia ormai solo quello americano, sudamericano e filippino, a giudicare da numeri e risultati. Il fatto è che a richiesta di delucidazioni su questo disimpegno non viene motivata la decisione, ma solo chiamata “evoluzione”.

    I premi Wattys rappresentano un’occasione di visibilità unica per uno scrittore, che quando approccia la piattaforma non ha idea di come farsi notare in mezzo a un mare magnum di storie. Gli scambi di lettura (io leggo la tua storia, tu la mia), i concorsi interni creati dagli utenti con 10, 20, 30 partecipanti al massimo non sono per nulla paragonabili.

    In più, Wattpad ha distrutto a poco a poco, nel corso degli ultimi anni, i mezzi “social” con cui si riuscivano a scoprire nuove storie e nuovi utenti: i forum (per l’utenza inglese), il feed (in cui potevi vedere i commenti e i mi piace di chi seguivi su storie altrui) e, dai primi di maggio, i messaggi privati. Se aggiungiamo a questo disastro – ipotizzo motivato per questioni di privacy (il feed) e di possibili problematiche predatorie (i messaggi privati) – la totale inutilità della home page, che propone sempre le stesse storie e anche non di gradimento di chi accede, e delle classifiche per tag (non è mai stato chiarito con che criterio siano redatte), stupisce in effetti come Wattpad sia arrivato a essere ciò che è. Sarebbe bastato, per mantenere ciò che era un punto di forza, una moderazione e uno sviluppo software serio, come ci si attenderebbe da una piattaforma di successo globale.
    Di sicuro nell’ultimo anno i Wattpad Webtoon Studios hanno sofferto parecchio, come si legge qui, anche se è davvero molto difficile trovare notizie ufficiali.

    Che Wattpad stesse abbandonando l’Italia era però già chiaro a gennaio, quando la referente degli Studios ha dichiarato pubblicamente di non collaborare più la piattaforma. Ci ho fatto diversi video su TikTok (sospetti, conferme, l’accorpamento degli Studios italiani a quelli spagnoli, il nuovo tool Ai con la cancellazione automatica delle storie non conformi alle linee guida, la cancellazione dei messaggi privati, i Wattys) Risultato? Studios fermi, pagina Wattpad Italia ferma, pagine social italiane ufficiali di Wattpad trasformate nelle pagine personali della stessa ragazza. Poco dopo anche gli Ambassador italiani che animavano Instagram e TikTok hanno abbandonato la nave e rinominato le pagine social. Anche questo un segno del poco controllo che la piattaforma ha sui suoi “rami locali”: sarebbe saggio che le chiavi delle pagine ufficiali siano in capo a Wattpad e poi assegnate al responsabile di turno.

    Nel frattempo alcune saghe uscite da Wattpad e pubblicate da Sperling & Kupfer non vedranno la fine. Recente l’annuncio di alcune autrici come per esempio Claudia Castiello e il suo Doctor Dream. Non ho idea se ciò sia legato a una specie di dismissione della partnership tra Sperling e Wattpad o per pura scelta editoriale. Sono a disposizione per chiarimenti.

    Vista la situazione, tanti scrittori stanno già cercando le alternative. Di questo ho già parlato su TikTok, ma vorrei dedicarvi spazio anche qui nei prossimi giorni.

  • Diga di Genova, il fattoide del primo cassone

    Diga di Genova, il fattoide del primo cassone

    Prende forma, al largo del porto di Genova, la nuova diga foranea. Nel cantiere marittimo al largo dell’attuale diga, è stato posato oggi a 25 metri di profondità il primo degli oltre 90 cassoni che comporranno i primi 4 km dei 6 km complessivi dell’opera, i cui lavori vanno avanti senza sosta.

    Inizia così il comunicato stampa inviato ai giornalisti ieri pomeriggio al termine dell’evento che avrebbe dovuto mostrare l’inizio delle operazioni per l’affondamento del primo cassone. Una nota rilanciata da tantissimi media (basta cercare su Google posato primo cassone diga) che in realtà è un esempio tipico di fattoide ossia una “Notizia priva di fondamento, ma diffusa e amplificata dai mezzi di comunicazione di massa al punto da essere percepita come vera“. Solo chi c’era ha capito che questo cassone in realtà non è stato ancora posato.

    E nel giorno in cui il mio maestro Mario Bottaro, scomparso lo scorso giugno, avrebbe compiuto gli anni, non posso stare zitta, anche se da giornalista con esperienza ormai ventennale non esprimo mai le mie opinioni negli articoli, basti pensare che quando parlo di sport c’è chi mi reputa genoana o sampdoriana a seconda di ciò che scrivo. Se andate a guardare il pezzo scritto per Liguria Business Journal, qualcosa si poteva intuire.

    Si è toccato il fondo ieri, mentre avrebbe dovuto farlo il cassone secondo quanto annunciato. Le espressioni smarrite di qualche collega mi hanno rassicurata sul fatto che non avevo capito male io quando, in fretta e furia, l’evento è stato chiuso con l’applauso della platea fatta di istituzioni e imprenditori del settore marittimo sulle riprese del cassone galleggiante in un punto imprecisato del Ponente genovese.

    Flashback per chi non conosce l’opera più costosa del nostro Pnrr: la nuova Diga di Genova, costruita dal consorzio PerGenova Breakwater, è la più ambiziosa costruzione di ingegneria marittima perché posizionata su un fondale profondo 50 metri. La Diga serve per accogliere le giganti portacontainer all’interno del porto cittadino genovese senza problemi di sicurezza (nel porto di Pra’, sempre a Genova ma gestito da altro terminalista, questo è già possibile). Il costo del primo lotto di 900 milioni sale a 1,3 miliardi con il secondo e l’Anac, l’Autorità anticorruzione, ha messo in guardia su “anomalie procedurali” e “criticità” sul mancato rispetto dei principi di concorrenza, parità di trattamento e trasparenza con un ulteriore rischio riportato qui. C’è poi un altro rischio, quello geologico, che ha caratterizzato l’avvicinamento alla giornata di ieri e che compare anche nei dialoghi intercettati nell’ambito della mega-inchiesta che ha portato all’arresto di Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, di Paolo Emilio Signorini, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale e di Aldo Spinelli, il terminalista che avrebbe beneficiato di più della costruzione della Diga e che ha anche provocato le dimissioni del project manager Piero Silva. Vi lascio un altro link dell’articolo scritto da Andrea Moizo, il collega che più di altri si è interessato delle problematiche di questo mega-appalto.

    La Diga entra dunque nel filone dell’inchiesta e di domande da fare, ieri, ce ne sarebbero state. Invece no. Non è stato previsto un momento stampa, ma solo la passerella con la presenza del ministro Salvini.

    • Nessuno ci ha spiegato perché le operazioni di affondamento non sono state fatte ieri;
    • Qualcuno ha pure mentito sui tempi di costruzione del primo cassone nelle dichiarazioni ufficiali, perché dal 2 aprile alla metà di maggio non sono passati 20 giorni, ma 45 e non ha spiegato come riusciranno a costruire gli altri 94 al ritmo di uno ogni 15 giorni;
    • Nessuno ha spiegato come intendono recuperare i ritardi che sono già, secondo i bene informati, di oltre 200 giorni

    Dichiarare che a causa delle condizioni proibitive del mare non sarebbe stato possibile affondare il cassone e raccontare che per adagiare il cassone sul fondo occorrono almeno 18 ore non è una sconfitta, ma un dovere di trasparenza soprattutto alla luce di quanto è emerso negli ultimi giorni e dell’enorme costo dell’opera.

    Il voler fare a tutti i costi è un po’ il leit motiv di queste ultimi amministrazioni, anche a scapito delle procedure e delle legittime riflessioni. Riflessioni che non sono un no alle grandi opere e io stessa non sono contraria, ma c’è modo e modo. L’inaugurazione per dire “ecco, noi ci siamo riusciti” è frequente, salvo poi dover attendere altre settimane per la fruizione vera e propria. I genovesi del Ponente sanno quante volte la nuova rampa che dalla sopraelevata porta direttamente in lungomare Canepa è chiusa per manutenzione.

    Quindi credo che l’evento di ieri sia stato un altro clamoroso autogol di chi voleva dimostrare di voler andare avanti a tutti i costi e nonostante tutto e invece ha fatto solo la figura dell’ottuso rullo compressore, oltre che mal consigliato dal punto di vista della comunicazione.

    Un altro bravo collega come Alberto Quarati ha mostrato il re nudo con questo articolo. Ancora Andrea Moizo è stato bravo a farsi spiegare perché non è stato possibile concludere ieri la procedura.

    AGGIORNAMENTO: Domenica 26 maggio le operazioni di posa si sono concluse visto che il cassone non è più visibile al largo. Il Tgr della Liguria ha annunciato la fine delle operazioni. Al momento (lunedì 27) non è arrivata nessuna comunicazione per informarci.

    AGGIORNAMENTO/2: A quanto riferito da una fonte attendibile il cassone è ancora in fase di immersione (lunedì 27 maggio ore 15).

  • Scrittura, condivisione e letture ad alta voce

    Scrittura, condivisione e letture ad alta voce

    Giovanni è mio marito da 12 anni, stiamo insieme da 23. Una vita.
    Abbiamo caratteri molto diversi, passioni in comune come il calcio, Gli Statuto, i Lou Dalfin, (su altre ci siamo venuti incontro) e mantenuto una certa indipendenza nelle nostre frequentazioni-attività. Ci amiamo molto. È riuscito a far dire sì a me, che odiavo profondamente l’istituzione del matrimonio.

    Quando ho scritto Connessione a rischio lo ha saputo a romanzo terminato. Inizialmente avevo ricominciato a scrivere per me stessa e non avevo intenzione di condividere questo aspetto con il mondo. Poi è arrivato Wattpad, dove pubblicai nel 2018 quella che si chiamava Big Trouble nella prima bozza. Lì sopra ho cercato di tenere separate le due identità. Oggi chi è su Wattpad sa come mi chiamo nella vita reale, ma non viceversa (a parte qualche rara eccezione).
    Giovanni c’è rimasto male, è come se avesse scoperto un lato-ombra di me stupendosi del fatto che ero riuscita a tenerglielo nascosto.

    Stavo ripetendo lo stesso errore anche con Scintilla Inaspettata. Mi vergognavo come una ladra ad ammettere di star scrivendo una storia d’amore (sui pregiudizi nei confronti del romance Ilenia Zodiaco, la youtuber più influente in tema di libri, ha fatto un’ampia riflessione qui, stimolando altri pensieri che condividerò con voi a breve) e per di più con due protagonisti così ingombranti come Samuel P. Bond e Agnese Ravera che spero potrete conoscere presto al di fuori della piattaforma di scrittura arancione.

    Gli ho stampato i primi capitoli per farglieli leggere e poi l’ho coinvolto nella prima fase di correzione di bozze. Ci siamo un po’ scontrati su alcuni suggerimenti in relazione a piccole situazioni di trama/forma e io mi sono di nuovo chiusa in me stessa.

    Di recente siamo stati colpiti da un lutto inaspettato che lo ha riguardato molto da vicino. Gli effetti emotivi si fanno ancora sentire e questo fatto è capitato in un momento della nostra vita in cui stiamo anche affrontando un altro percorso che ha messo in discussione il nostro equilibrio ventennale, soprattutto il suo.

    Trovarci ogni sera prima di dormire e leggergli un capitolo di Scintilla ad alta voce è venuto quasi naturale. Fa bene a me e a lui. Giovanni è un ascoltatore attento e la lettura è utilissima per capire cosa funziona meglio e cosa no, soprattutto nei dialoghi. Il fatto che la storia per ora gli piaccia mi riempie di gioia (siamo al capitolo 17).

  • Blueblood di Vera Lazzaro ed Emanuele Polzella

    Blueblood di Vera Lazzaro ed Emanuele Polzella
    BluebloodBlueblood by Vera Lazzaro
    My rating: 4 of 5 stars

    Un low fantasy di stampo medievale che è uno spunto per affrontare il tema dell’accesso a posizioni di potere delle donne.
    La narrazione inizia con la morte del Leisir di Isbre, padre della protagonista Alanys. La successione, come tradizione, avviene attraverso una battaglia navale che è una sorta di rubabandiera. Con il fratello Eskol esiliato per tradimento, la questione pare comunque essere un affare per soli maschi al di fuori della famiglia. La ragazza però non demorde e con uno stratagemma talmente prevedibile da essere imprevedibile, riesce a conquistare la corona.
    Non c’è tempo, però, per imparare a governare: una donna, Ines, arriva ad avvisare che Eskol si sta preparando per attaccare con le sue navi dall’isola da cui è stato esiliato. Ines sarà una traditrice? Alanys decide di fidarsi e anzi, Ines si dimostra propensa ad aiutarla nell’addestramento con le armi. Scopriamo che non sono neanche previste armature adeguate a un fisico femminile in questo mondo dove Alanys deve prepararsi al peggio in pochissimo tempo.
    La giovane Leisir allora cerca in fretta e furia di guadagnarsi il sostegno dei governatori delle isole vicine e delle loro flotte, aiutata dai fidi amici/consiglieri: i fratelli Lydia e Luke. Mi fermo qui con la trama.
    Il sangue blu del titolo ricorre molto nel corso della narrazione. Nonostante Alanys sia a tutti gli effetti il Leisir, dovrà dimostrare di essere capace il doppio per ottenere la fiducia del popolo a tutti i livelli e in questo caso il sangue blu alla fine conta poco. Dall’altra c’è la questione del collegamento di sangue col fratello Eskol, di cui abbiamo qualche informazione grazie a qualche flashback che non ci chiarisce che tipo sia, ma mette sapientemente un sacco di dubbi. Come può Alanys lottare contro colui che ha il suo stesso sangue?
    Inevitabili le riflessioni su quanto occorra qualcuno che dia il via a qualcosa che sembra impensabile, una donna regnante in questo caso, per aprire la via. È accaduto tante volte nella storia dell’umanità.
    La costruzione del personaggio Alanys si basa su un alternarsi di senso di inadeguatezza, in certi casi fondato, momenti di debolezza, ma anche slanci di coraggio con sempre una certa consapevolezza dei propri limiti. Il fatto che Alanys alla fine sia “una di noi” che abbia delle crisi di pianto, che abbia una cotta per un certo personaggio, che faccia errori, ma che comunque alla fine riesca anche a convincere le persone di essere il Leisir non solo sulla carta, la rende molto vicina al lettore.
    Ho apprezzato il plot twist finale con una conclusione inedita e poco scontata anche se a un certo punto avevo iniziato a sospettare qualcosa.
    Trattandosi del primo volume di una serie, da quanto ho capito, mi attendo un ulteriore sviluppo del worldbuilding che ha nel mare e nelle isole un aspetto importante.
    La scrittura è buona, nella prima parte ho vissuto tutto il tormento di Alanys. Se posso fare un appunto nei dialoghi la forma estremamente colloquiale contiene alcune espressioni che non mi riportano a un’epoca in cui ci si sposta a cavallo e con navi a vela.
    Menzione per la copertina, davvero molto bella, realizzata da Giulia Calligola, e anche per l’editing.


    Il fatto di conoscere l’autrice, Vera Lazzaro, che è stata l’artefice della pubblicazione di Connessione, non rende questa recensione diversa dalle altre.
  • Sopravvissuta al Salone del Libro 2024

    Sopravvissuta al Salone del Libro 2024

    Partenza alle 7:30 da Genova, rientro alle 20:10. Una giornata faticosissima (e trascorsa quasi a digiuno), che dà sempre grandi soddisfazioni. Avrei voluto organizzarmi meglio per cogliere tutte le chicche e le opportunità che il Salone offre, ma alla fine non posso lamentarmi. Più o meno sono riuscita a fare tutto, anche a chiarirmi sul futuro di Scintilla Inaspettata al di fuori di Wattpad.

    La Another Coffee Stories, che edita Connessione a rischio, quest’anno ha uno stand più grande (Pad. 1 D40), condiviso insieme a un altro editore e lo ha allestito molto bene: macchina da scrivere Olivetti, pennini, timbri e pouf morbidi come sedia per il mini-salottino dedicato agli autori. Forse l’unica critica che posso fare, avendolo provato, è che il salottino con quelle sedie risulta più in basso rispetto all’occhio del visitatore, che quindi non si sofferma troppo. Però è un peccato veniale, perché lo stand è davvero bello e invoglia le persone a fermarsi. La Acs, poi, ha una particolare cura per le copertine, stampate in rilievo, e ho potuto vedere come questo attiri i curiosi.

    Con Anna Giada Altomare, l’editrice, abbiamo anche fatto una mini diretta Instagram.

    Per l’occasione ho stampato un segnalibro che nella gallery qui sotto potete vedere ancora fasciato (le due immagini sono fronte-retro). Ho colto l’occasione per farmi un po’ di autopromozione. Non li ho distribuiti tutti, li terrò anche per altri eventi letterari qui a Genova.

    Il Salone è anche occasione per incontrare persone dal vivo. Su Giulia Bassani farò un post a parte perché è una ragazza straordinaria e la sua storia è essa stessa un romanzo, a mio parere. Ci eravamo già conosciute di persona a un evento legato all’astronomia organizzato a Sestri Ponente, ma il 9 maggio è stato emozionante farsi firmare la sua Trilogia del Nerva, uscita oggi, 10 maggio, avendo seguito tutto l’iter da Wattpad in poi.

    Io e Giulia, alias Charlotte J. Bright

    Nicole, Legeira su Instagram, è stata una delle prima bookstagrammer a rispondere al mio appello a farsi intervistare live sul social e da lì ho potuto conoscere la sua competenza. Da qualche tempo è stata coinvolta nel progetto di una nuova casa editrice, Mercurio, che ha esordito proprio al Salone. Ho comprato uno dei loro libri, Maeve. Di tutti i miei acquisti però parlerò in un altro post.

    Io e Nicole allo stand di Mercurio

    In questo Salone era presente lo stand della Regione Liguria, regione ospite quest’anno. Molto carino anche se purtroppo in posizione un po’ defilata. I colori delle casette tipiche sulla costa, un ulivo, installazioni con frasi celebri di autori celebri liguri hanno caratterizzato lo spazio in modo distintivo

    Alle 18.14 ho preso il treno per tornare a Genova, distrutta dai chilometri percorsi e da due giorni consecutivi con ore di sonno ridottissime.

    Vi lascio il video grezzo delle immagini che ho realizzato prima che mi morisse il telefono, il montato stile Vlog lo troverete su TikTok. Trovate la partenza, lo stand Acs, alcuni stand che mi hanno colpito, lo spazio della Liguria, l’incontro con Giulia e Nicole, la folla alla conferenza stampa ufficiale, l’area Booktok (molto deludente quest’anno, con nessuno che provava a coinvolgerti come invece era accaduto l’anno scorso).

  • BookTok, una bolla che sta cambiando l’editoria

    BookTok, una bolla che sta cambiando l’editoria

    Il social dei giovanissimi, uno strumento dei cinesi per controllare il mondo. Di opinioni e commenti su TikTok se ne sentono davvero tanti e di tutti i colori.

    Sono una boomer ad honorem e cerco di stare al passo e utilizzare tutte le piattaforme social per averne consapevolezza (anche per il mestiere che faccio). Grazie a TikTok ho “scoperto” tre personaggi interessanti che poi sono in qualche modo diventati noti per motivi diversi: Giulia Eleonora Musso e il suo Panificio Rossetti (oggi fa spettacoli dal vivo), The Bad Guyde che ha lasciato il suo lavoro da portiere di notte per dedicarsi a promuovere luoghi turistici meno noti, musei e ristoranti a tempo pieno, e Alexia Duranti, la panettiera con oltre un milione di views per il suo video sulla focaccia, che continua ad aiutare il papà nel panificio di famiglia.
    Il boom di Annalisa con la coreografia di Joey di Stefano a Sanremo su Bellissima ha fatto il botto anche su genova24 con tantissime visualizzazioni. Un trend che su TikTok ha spopolato per settimane.

    Curiosa come sempre, ho approcciato la piattaforma in qualità di lettrice e ho scoperto anche io il #BookTok, ossia quella parte di TikTok dedicata ai libri.
    Un fenomeno che ha permesso ad alcuni titoli di scalare le classifiche di vendita proprio grazie al passaparola sulla piattaforma. Anche il Sole 24 Ore ci ha fatto una paginata lo scorso 14 agosto: alcuni libri che inizialmente non avevano ottenuto un grande riscontro di vendite, anni dopo l’uscita, grazie alla viralità su TikTok, hanno triplicato, quadruplicato (e in alcuni casi anche di più) le copie finite tra le mani dei lettori. Parliamo non solo di romance puri, ma anche di titoli come La Canzone di Achille di Madeline Miller e Una Vita Come Tante di Hanya Yanagihara.

    Qualcuno se n’è accorto e cavalca il momento, pubblicando romanzi con due caratteristiche che fanno “impazzire” i lettori del BookTok: storie d’amore con il cosiddetto spicy, ovvero scene sessualmente esplicite (e non è solo roba per ragazzine, eh. Anche Booktoker uomini se ne cibano). Di recente, sulla scia di questo fenomeno, è nato un nuovo sottogenere: il romantasy, ossia un fantasy con forte componente romance.

    L’algoritmo decide cosa far andare nella sezione dei “Per te“, ossia i video proposti secondo gli interessi dell’utente, ma anche a seconda della viralità di alcune componenti ed è questo a decretare la visibilità. Per cui ecco che si viene quasi spinti a realizzare contenuti su determinati libri, che sia per osannarli o per criticarli.

    Il Booktoker è dunque un influencer di libri e per fare un esempio La Biblioteca di Daphne ha lasciato il lavoro per dedicarsi a tempo pieno a questo mestiere e i risultati sono arrivati: Rizzoli le ha persino affidato una collana.

    Il Salone del Libro ha fiutato l’affare e TikTok è diventato partner della principale fiera dell’editoria in Italia. Quest’anno, tra l’altro, è stata lanciata anche la prima edizione dei TikTok Book Awards.

    Il BookTok, del resto, privilegia l’oggetto libro: avete notato quanti editori propongano o ripropongano titoli con copertine fantasmagoriche? Più facile farci contenuti, più facile far girare il titolo con il passaparola social. E le librerie di catena spesso dedicano ai cosiddetti libri del Booktok uno scaffale ad hoc.

    Eppure, nonostante ciò che ho scritto qui, il BookTok vive in una sua bolla i cui contenuti sono totalmente ignorati da chi non frequenta il BookTok. Sono stata di recente agli Stati Generali dell’Editoria in Liguria e ne ho avuto conferma, con ancora vivo il pregiudizio sul fatto che i giovani non leggano. Invece, da un paio di anni almeno, stanno influenzando le vendite e di parecchio.

    E io? Che faccio sul BookTok? Ho addirittura due profili, uno da lettrice e uno da scrittrice perché non voglio mescolare le due cose. Il bello di TikTok è che si può essere creativi sia a livello audio, sia video (il brutto è che magari un video su cui hai speso molto tempo non venga “cagato” dall’algoritmo), ma spesso per avere più visibilità si è quasi obbligati a usare determinati filtri o musiche. In ogni caso io vado nella mia direzione ostinata e contraria, pur conoscendo molto bene la teoria, proponendo ciò che ho letto, ciò che mi è piaciuto e che non mi è piaciuto. Sinora il video più virale che ho fatto è stato sulle Schegge di Bret Easton Ellis (lo vedete qui sotto), che non è propriamente un libro da BookTok e invece è piaciuto molto al BookTok.

    Di TikTok parlerò ancora, perché c’è ancora molto da dire. Anche sui nuovi hashtag per raccontare quei titoli che “Non siano i soliti libri del BookTok”.

    I Booktoker ora sono davvero tantissimi, la bolla si sta allargando e forse prima o poi scoppierà. Però è bello farne parte.

    @emanuelamortari Sono ancora in subbuglio. Difficile pensare qualcosa di lineare. Sono quei libri che benedici di aver incontrato. Ben più di un thriller psicologico. Dovrei poi fare una recensione spoiler per commentare la parte finale. #leschegge #breteastonellis #Einaudi @Giulio Einaudi editore #booktok #booktokitalia #fyp #perte #neiperte #booktokitaliano #booktoker #booktokitalia📚🧿 #booktokitaliafyp #thriller ♬ Vienna – Live at the Hammersmith Odeon, London 16/10/1981 – Ultravox
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  • Il 9 maggio al Salone del Libro di Torino

    Il 9 maggio al Salone del Libro di Torino

    Per il secondo anno consecutivo sarò al Salone del Libro di Torino come autrice. Di questo non posso che ringraziare la casa editrice di Connessione a Rischio, la Another Coffee Stories.

    Quest’anno mi trovate giovedì 9 maggio alle 12 nel salottino letterario dello stand D40 nel Padiglione 1.

    Un’occasione per chiacchierare un po’ di Connessione, che ormai ha compiuto tre anni, e incuriosire qualche lettore di passaggio.

    Il giovedì so che non è gettonatissimo perché giornata lavorativa, ma è data molto più tranquilla per il minor affollamento tra gli stand e la possibilità appunto di godersi il salone con molta più calma.

    L’anno scorso avevo fatto stampare una maglietta con la posizione dello stand per trovare Connessione, quest’anno il mio “regalo” per il Salone è proprio questo sito, ma non è detto che io stia studiando altro… vi farò sapere

  • Iridescente di Andelon Curse

    Iridescente di Andelon Curse
    Iridescente (Italian Edition)Iridescente by Andelon Curse
    My rating: 4 of 5 stars

    Un uomo, dilaniato dal senso di colpa per aver involontariamente provocato la morte della sua fidanzata uscendo con la barca nel mare in tempesta, trova la ragione per tornare a vivere e andare avanti in una sirena che lo salva da un tentativo di suicidio.
    Andelon Curse ci guida tra i colori di Camogli, protagonista alla pari dei personaggi, in una storia di rinascita con un lieve sfondo romantico.

    Conoscendo il livello di scrittura dell’autrice raggiunto con Pietà del nostro mal perverso, qui si vede che l’opera è precedente perché un filo più acerba. Tuttavia le pagine scorrono via che è un piacere e lo stile con pennellate di pura poesia si poteva già notare qui.

    Il mito della sirena viene qui rivisto in modo originale ed è solo attraverso quello che per noi sembra sovrannaturale che Gabriele si riappacifica con se stesso.
    Come sempre gli uomini mostrano una natura poco accogliente nei confronti del “diverso” o di colui che è marchiato come un assassino. Le fiabe moderne come questa sono utili per ricordarcelo.

    Questo romanzo non lo definirei un fantasy romance, è più un’opera di realismo magico. La copertina può quindi ingannare un po’.

  • Sulla tua pelle di Andrea Tortelli

    Sulla tua pelle di Andrea Tortelli
    Sulla tua pelle: Il caso di Carol MaltesiSulla tua pelle: Il caso di Carol Maltesi by Andrea Tortelli
    My rating: 4 of 5 stars

    Carol Maltesi fu uccisa a gennaio, ma finché il giornalista Andrea Tortelli non chiese una prova vocale, mesi dopo, a chi si spacciava per lei attraverso messaggi su WhatsApp, nessuno si era fatto troppe domande.

    Una storia vera che sembra un romanzo noir. Una povera ragazza fatta fuori in modo terribile, di sicuro premeditato, da una persona con cui lavorava e aveva avuto una relazione. Una persona che non accettava il distacco.

    Andrea Tortelli, giornalista di un quotidiano online di Brescia, racconta in prima persona come ha fatto a risolvere il caso in 24 ore.

    Il libro si legge davvero in poco tempo e Tortelli si lascia andare anche a riflessioni su come sia cambiata la professione giornalistica dal punto di vista del luogo e dei tempi di lavoro, ma senza tralasciare la deontologia che lo ha portato ad attendere la comunicazione ufficiale dei carabinieri alla famiglia prima di pubblicare il nome della vittima, riconosciuta proprio da Tortelli grazie a una fonte (rimasta anonima) che lo ha messo sulla buona strada in relazione ai tatuaggi inconfondibili presenti sulla pelle della vittima (diffusi dai carabinieri per agevolarne il riconoscimento). Vittima trovata da un anziano che per fortuna ha avuto parecchio senso civico nell’andare a recuperare quelli che sembravano sacchi della spazzatura e invece contenevano il corpo di Carol.

    Per qualcuno il libro potrebbe essere troppo autoreferenziale, ma occorre anche capire che per questa indagine Tortelli è finito davvero sulle testate di tutto il mondo.

    Il responsabile è stato condannato all’ergastolo proprio di recente.

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  • Bonnie Parker di Arianna Destito Maffeo

    Bonnie Parker di Arianna Destito Maffeo

    Bonnie Parker: Un destino chiamato Clyde (Femminile singolare) (Italian Edition)Bonnie Parker: Un destino chiamato Clyde (Femminile singolare) by Arianna Destito Maffeo
    My rating: 5 of 5 stars

    La celebre coppia di rapinatori la cui fama è arrivata sino ai giorni nostri, raccontata da Bonnie e dalla madre della ragazza.

    Arianna Destito Maffeo ha fatto un lavoro pregevole, documentato, mettendoci una sensibilità che ha fatto capire davvero cosa poteva passare per la testa di una giovane che in fondo cercava solo amore dopo che il marito se ne andava in giro a fare chissà cosa.
    Una Bonnie che sa benissimo cosa comporterà stare accanto a un uomo come Clyde. Prima, ingenua, sembra essere convinta che chiedergli di non mettersi nei guai basti a tenerlo lontano da essi, poi, sempre più consapevole che per loro la fine della corsa arriverà solo con la morte.

    Dall’altro lato la madre, che si strugge per non essersi accorta subito di come si sarebbero evolute le cose, comunque figura da cui Bonnie fatica a staccarsi, tanto da rischiare la vita per vederla.

    Un libro che ti fa venire voglia di approfondire le vicende di quell’epoca, in cui i due ricercati venivano quasi esaltati dalla gente come dei novelli Robin Hood contro le banche “cattive”, a cui venivano attribuiti delitti che magari non avevano neanche commesso, un libro che colpisce al cuore per la chiarezza dei sentimenti e delle emozioni di Bonnie e della consapevolezza dell’ineluttabilità delle cose.